Vogliamo raccontarvi del diritto di viaggiare. Viaggiare non è sempre e per tutti la stessa cosa!
Si viaggia per divertimento…per andare a trovare i parenti … per ricongiungersi alla famiglia…
Proprio qui a scuola abbiamo un amico che ha fatto un viaggio molto importante. Si chiama Rayanne, e con sua mamma e suo fratello è arrivato dal Marocco per poter stare finalmente con suo papà, che vive in Italia da tanto tempo. Suo papà era venuto qui per trovare un lavoro e costruire un futuro per la sua famiglia, e finalmente oggi sono di nuovo tutti insieme!
Poi ci sono i viaggi più difficili, quelli che non si scelgono: i viaggi per sopravvivere, quando qualcuno deve lasciare il proprio Paese per cercare un luogo protetto. È quello che è successo a noi, Nazar, Erik, Dima, che siamo scappati con le nostre famiglie dall’Ucraina a causa della guerra.
Il nonno di Thomas A. ci ha raccontato che quando aveva 9 mesi, è dovuto partire, come molte persone italiane, per andare a vivere in Argentina. Era un viaggio duro, ma lo facevano per avere una nuova speranza.
È Natale, e parliamo di feste e gioia, ma dobbiamo anche ricordare queste storie. Perché a Natale si parla soprattutto di speranza: speranza di un futuro migliore per tutti, ovunque si trovino.
Per la festa di Natale, abbiamo riassunto il nostro lavoro in una canzone, che parla di un viaggio pieno di sogni e speranze, ma anche di difficoltà. È una storia del passato che ci aiuta a ricordare che, ancora oggi, molte persone affrontano viaggi difficili, spinti dalla speranza di un futuro migliore: Mamma mia, dammi 100 lire.
Alunne e alunni classi quarte



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