Lunedì 29 settembre, in occasione della Giornata Europea del Patrimonio, con tutte le classi quarte dell’Istituto siamo andati al Redebus a visitare il sito archeologico” Acqua Fredda”.
Siamo andati insieme anche alle classi quarte Fierozzo e Sant’Orsola per approfondire la lavorazione dei metalli.
Ci siamo divisi in gruppi per partecipare a delle attività.
Nella prima tappa c’erano due archeologi sperimentali che hanno provato a fare la fusione:
hanno acceso un fuoco e l’hanno alimentato con i mantici per raggiungere la temperatura di 1200°. Quando il bronzo si è fuso l’hanno messo in uno stampo e hanno realizzato un pugnale.
Nel laboratorio dei materiali abbiamo visto delle pietre “preziose” come l’azzurrite, la calcopirite e la malachite che contengono rame e zolfo e poi abbiamo visto delle armi come frecce, asce, coltelli e pugnali.
Beatrice, l’esperta, ci ha mostrato gioielli fatti con la fusione dei metalli come orecchini, ciondoli e collane. Ci ha mostrato anche gli strumenti per fondere i metalli: il crogiolo e la forma di fusione in pietra e ci ha spiegato come si usavano. Abbiamo imparato che alcune pietre, oltre ad essere belle, contengono anche rame. Ci è piaciuto riconoscere i metalli e passarci le armi toccandole con le mani; attraverso un gioco abbiamo imparato ad usare il tatto per riconoscere oggetti del passato.
Poi ci siamo riuniti attorno alla dottoressa forestale, la signora Paola, e mentre parlava abbiamo visto passare due caprioli che correvano nel prato. Abbiamo scoperto che quel prato era una torbiera: un luogo dove c’è uno strato di acqua e sopra il terreno è ricco di piante. In particolare cresce una pianta carnivora che si nutre di insetti: la drosera.
Nella torbiera vivono tantissimi animali come rane, ranocchi, salamandre, tritoni, caprioli, cervi, scoiattoli e tassi. Ci è piaciuto vedere dal vivo i caprioli correre veloci.
Nel laboratorio dell’argilla ci siamo seduti a dei tavoli e ci hanno consegnato dell’argilla e l’abbiamo modellata finchè non è diventata un rettangolo spesso 1 cm circa. Dopo ci hanno dato uno stuzzicadenti e abbiamo inciso la forma di una punta di lancia.
L’archeologa ha versato nella nostra forma un miscuglio di cera e polvere di rame fuso e quando si è indurita ci ha consegnato il nostro lavoro.
L’ultima cosa che abbiamo fatto è stato vedere i forni antichi dove si fondeva il rame.
L’archeologa Luisa ci ha raccontato che il sito è stato scoperto mentre costruivano la strada del Passo Redebus. Nel sito hanno realizzato anche delle figure di uomini che rappresentano il lavoro che facevano in quel luogo. Dopo averci raccontato tutto il procedimento per estrarre il rame ci ha detto che l’unico oggetto ritrovato è stato uno spillone per legare i vestiti, mentre in un altro luogo hanno ritrovato un parastinchi sempre di metallo risalente a quest’epoca.
La prima uscita di quarta è stata molto interessante!
(classe 4B BA)
In una bellissima e soleggiata giornata di fine settembre noi ragazze e ragazzi delle classi quarte di tutto l’ic Piné abbiamo avuto la fortuna di fare un viaggio nell’età dei metalli.
Abbiamo visitato il sito archeologico dell’acqua fredda e scoperto i forni fusori dell’età del bronzo.
Ci siamo divertiti nel fare alcuni laboratori per conoscere meglio i segreti della metallurgia:
ci è piaciuto modellare l’argilla per costruire lo stampo della punta della freccia e osservare le guide che versavano il liquido di cera fusa con la polvere di rame;
è stato bello vedere e parlare dei forni fusori per scoprire come funzionavano;
ci è piaciuto l’argomento che ci spiegava le cose antiche e le pietre che contenevano rame cioè malachite, azzurrite e calcopirite;
Abbiamo potuto anche partecipare ad un laboratorio in cui c’erano palchi e teschi di animali per conoscere meglio fauna e flora del territorio.
(classe 4^ MI)
Ho scoperto che i forni sono stati trovati quando stavano costruendo la strada che porta al Redebus…erano nove in tutto, ma solo sei sono stati recuperati…nella calcopirite c’è una parte di zolfo che può esplodere…Alberto, l’esperto della fusione, si è già scottato diverse volte nell’accendere il fuoco e ripetere la fusione, serve infatti una temperatura di 1083° per fondere il rame…noi abbiamo fatto uno stampo in argilla e l’esperta ha usato una cera con polvere di rame, abbiamo creato punte e lame!
Ho scoperto che dietro al sito c’è una torbiera con delle piante carnivore…le piante carnivore non hanno una bocca vera, come si vede nei cartoni animati…
(classe 4A BA)
Noi siamo saliti al Passo del Redebus con il pulmino della ditta Svaldi e lì abbiamo scoperto che c’era un sito archeologico che alcuni di noi non conoscevano ancora.
L’esperta Rachele ci ha mostrato dei reperti come pugnali, lance, asce, frecce e scorie piatte della fusione insieme ai minerali di malachite, azzurrite e calcopirite.
Per permetterci di scoprirli lei ci ha proposto un gioco con delle scatole numerate da 1 a 4: bisognava inserire una mano dentro ogni scatola provando a indovinare quale oggetto ci fosse all’interno…
La dottoressa forestale Paola ci ha spiegato l’esistenza della torbiera, grande come circa 15 campi da calcio, dove il terreno è sempre umido e crescono solo piante “basse” ed una pianta carnivora che si chiama drosera. Inoltre ci ha detto che la stessa torbiera viene bagnata dall’acqua proveniente da 7 torrentelli della zona.
L’attività più interessante è stata quella con Beatrice perchè abbiamo realizzato uno stampo di punta di lancia, pugnale ed ascia ricoperti poi con la cera di rame; purtroppo era molto fragile ma siamo stati felici di averlo portato a casa e averlo mostrato ai nostri genitori.
Un’ altra bellissima occasione è stata poter provare ad usare il mantice che alimentava il fuoco per fondere il rame, proprio come dei veri archeologi!
Ci ha fatto molto piacere anche incontrare i nostri amici delle altre classi quarte dell’Istituto.
(classe 4^ BE)









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