Un pomeriggio di laboratori per riflettere su device, videogiochi e comunicazione familiare
Il 13 maggio si è svolta la Cyber Merenda: un pomeriggio dedicato interamente ai genitori e ragazzi, con due laboratori paralleli incentrati su un tema quanto mai attuale e sentito, la dipendenza da device e videogiochi. Un appuntamento che nasce dalla convinzione profonda che la scuola e la famiglia debbano camminare insieme, soprattutto quando si tratta di accompagnare i ragazzi nella complessità del mondo digitale.
Mentre i ragazzi erano coinvolti in vari laboratori condotti da insegnanti (un’escape room, un laboratorio sul pensiero computazionale e uno sull’utilizzo di Canva per la creazione di manifesti), i genitori sono stati divisi in due gruppi e hanno partecipato attivamente a entrambi i laboratori, gestiti dai due counselor scolastici dell’Istituto: Valentina Berghi Pedagogista e Counsellor sistemico relazionale (Scuola Primaria) e Matteo Calliari counsellor sistemico relazionale (Scuola Secondaria di Primo Grado). La finalità comune: riflettere insieme, confrontarsi sui vissuti, condividere buone prassi e strategie educative.
Laboratorio 1 — “Focus sui genitori: vissuti e comunicazione”
Il primo laboratorio, condotto da Berghi Valentina, ha preso avvio da una domanda semplice eppure potente: cosa proviamo noi adulti quando vediamo i nostri figli immersi nello schermo? Rabbia, preoccupazione, impotenza, ma anche senso di colpa o il dubbio di essere troppo rigidi. Emozioni familiari, che spesso fanno da sfondo a discussioni accese e incomprensioni in famiglia.
L’obiettivo del laboratorio è stato quello di aumentare la consapevolezza dei genitori rispetto ai propri vissuti personali legati all’uso di device e videogiochi da parte dei figli. Perché solo a partire da sé — dai propri stati d’animo, dalle proprie reazioni automatiche — è possibile costruire una comunicazione davvero consapevole ed efficace con i ragazzi.
Attraverso attività esperienziali e momenti di condivisione in piccolo gruppo, i partecipanti hanno potuto esplorare le proprie emozioni, riconoscere i pattern comunicativi ricorrenti e individuare alcune chiavi di lettura per trasformare i momenti di conflitto in opportunità di dialogo. Un lavoro interiore prima ancora che pratico, ma con ricadute concrete nel quotidiano familiare.
Laboratorio 2 — “Focus sui figli: bisogni e strategie”
Il secondo laboratorio, condotto da Matteo Calliari, ha spostato lo sguardo sui ragazzi: quali bisogni si nascondono dietro l’uso — e talvolta l’abuso — di device e videogiochi?
I genitori sono stati guidati a riflettere sui bisogni profondi — di connessione, riconoscimento, autonomia, fuga dallo stress — che spesso motivano i comportamenti digitali dei figli. A partire da questa comprensione, il laboratorio ha proposto strumenti e attenzioni educative concrete per accompagnare i ragazzi in modo più efficace, senza cedere né al conflitto né alla resa.
Genitori presenti, genitori protagonisti
Ciò che ha reso questo pomeriggio davvero speciale è stata la qualità della presenza dei genitori partecipanti. Non semplici spettatori, ma protagonisti autentici di un percorso condiviso: curiosi, aperti, disposti a mettersi in gioco. Molti hanno portato esperienze concrete, dubbi reali, situazioni vissute in prima persona — e in questo scambio genuino si è creato qualcosa di prezioso.
L’interesse e la partecipazione attiva hanno confermato quanto i genitori sentano il bisogno di spazi in cui potersi confrontare liberamente, senza giudizio, su temi educativi complessi. La condivisione delle esperienze si è rivelata una risorsa educativa potentissima: sapere che altri genitori vivono le stesse difficoltà, che le domande senza risposta sono condivise, che non si è soli, ha un valore che va ben oltre qualsiasi informazione tecnica.
Costruire comunità, prevenire l’isolamento
La Cyber Merenda non è stata pensata solo come un momento formativo, ma come un atto di cura verso la comunità scolastica. Uno degli obiettivi più importanti è stato proprio quello di favorire il senso di appartenenza e il supporto reciproco tra le famiglie, contrastando quell’isolamento educativo che è oggi uno dei rischi più sottovalutati: genitori che si sentono soli davanti alle sfide dei figli, senza punti di riferimento, senza reti.
Creare rete tra genitori significa anche rafforzare il legame tra scuola e famiglia: non due mondi separati che si incontrano solo in occasione dei colloqui, ma due contesti educativi che camminano nella stessa direzione, con fiducia reciproca e obiettivi condivisi. La collaborazione scuola-famiglia non è un optional: è una delle condizioni più efficaci per il benessere e la crescita dei ragazzi.
La Cyber Merenda continuerà a essere uno spazio vivo, aperto, in evoluzione. Perché educare nel mondo di oggi richiede coraggio, alleanze e la disponibilità a imparare insieme — genitori, insegnanti e ragazzi.
dott.ssa Valentina Berghi



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