Lunedì 3 aprile, la nostra classe, cioè la prima C della scuola media, è andata a visitare l’ex caseificio di Montagnaga.
Alla meta ci siamo andati a piedi con una piacevole passeggiata attraverso i boschi del Laghestel. Piacevole, nonostante il pericolo della processionaria.
Ad aspettarci e ad accoglierci pieno di entusiasmo, c’era il casaro Patrick il quale ci ha fatto una dimostrazione pratica di come si produce il formaggio usando i vecchi strumenti e il paiolo originale scaldato dalla caldaia a legna utilizzata fino agli anni Ottanta.
Infatti il caseificio è rimasto aperto fino a quell’epoca e poi ha chiuso perché c’erano meno vacche nelle famiglie e quindi il latte non bastava per fare il formaggio. L’altro motivo è che, oggi, le norme igienico-sanitarie sono più rigorose.
All’interno si trovano molti oggetti che in passato servivano per la produzione del formaggio e dei suoi derivati (ad esempio lo yogurt) ma anche documenti storici come fotografie e antichi registri e manuali di istruzione.
L’intera lavorazione cambia a seconda del tipo di formaggio che si vuole ottenere: in media, con 300 litri di latte si ottengono 30 chili di formaggio. Patrick ha impiegato 2,30 per produrre tre forme belle grandi.
Abbiamo imparato che il formaggio più difficile da produrre è il grana che va tirato su dal paiolo rigorosamente a mano. La lavorazione è faticosa e difficile perché al latte bisogna aggiungere diversi ingredienti in modo preciso.
Verso la fine, gli organizzatori dell’incontro ci hanno gentilmente offerto una gustosa merenda a base di … formaggio, naturalmente!
E’ stata una bella mattina, anche perché non abbiamo fatto lezione di grammatica.





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