Venerdì 23 maggio tutte le classi seconde medie del nostro istituto hanno partecipato all’uscita sul territorio prevista dal progetto scuola-montagna dal titolo “Il bastone di viaggio”.
Esperienza didattica utile ad avvicinare gli studenti ad aspetti della cultura alpina attraverso una rielaborazione che prende spunto da un oggetto (il bastone didattico).
DALL’ ALPENSTOCK AL BASTONE DIDATTICO La cultura della montagna prevede il bastone. Quello del viaggiatore, dritto e leggero, che allevia la fatica del lungo cammino; quello del pastore, robusto e dall’impugnatura ricurva, utile per controllare il bestiame; quello del cacciatore, dotato di punta di metallica, usato anche per difesa. Nel corso dell’Ottocento si afferma poi l’alpenstock che sembra fare sintesi delle tre funzioni sopra descritte: è elemento da viaggio, da controllo e da difesa. Usato da escursionisti e alpinisti è realizzato con legni duri ma leggeri, ha una impugnatura modellata o dotata di cordino, presenta un grosso punteruolo di ferro. È a partire dall’alpenstock che si sviluppano, un po’ alla volta, vari tipi di bastoni sportivi: le racchette da sci, i bastoncini da trekking e poi nordic walking. Ancora oggi c’è chi usa l’alpenstock come bastone da escursione ma anche come strumento di memoria. C’è chi lo incide con i nomi delle vette raggiunte o attacca (se le trova) le piastrine con raffigurati i rifugi che ha visitato. Il bastone da escursione diventa così un oggetto del ricordo e quindi di narrazione. Similmente a quanto facevano alcuni popoli nomadi, come gli aborigeni australiani, i quali legavano sui loro “bastoncini da viaggio” i materiali e gli oggetti che incontravano lungo il loro cammino oppure incidevano segni e simboli creando così una mappa del loro viaggio utile poi a raccontare qual che avevano fatto, visto, immaginato. Seguendo questi esempi, il bastone – anche un semplice ramo raccolto ad inizio passeggiata – può diventare un valido strumento per memorizzare e registrare quello che accade nel corso di una uscita; una vera a propria mappa tridimensionale per ricordare, rivivere, connettere i dettagli, le informazioni e le emozioni vissute.
Il progetto orienta le sue attività (interventi didattici, escursioni outdoor, incontri, approfondimenti tematici) attraverso quattro percorsi fondamentali (“valori”) che segnano la riflessione sulla situazione sociale, culturale e ambientale delle montagne e che intendono sostenere un cambiamento in tutti coloro che frequentano la montagna attraverso l’educazione e la formazione, facendoli diventare – passo dopo passo, valore dopo valore – da semplici frequentatori a cittadini: 1. tutela e rispetto dell’ambiente 2. educazione al senso del limite 3. sostenibilità e responsabilità 4. inclusività.
Siamo partiti da scuola alle ore 8.00. Direzione Laghestel. Sono state fatte numerose tappe durante le quali sono stati affrontati argomenti interdisciplinari. Abbiamo visto il funzionamento della meridiana, la lettura di una cartina tematica, cosa è un biotopo e una riserva naturalistica, la classificazione delle piante e degli alberi. Come si affronta un cammino, l’abbigliamento corretto, la sana alimentazione. Il rispetto per la natura, il silenzio, gli ecosistemi. I suoni della natura, gli elementi e i materiali e la loro musicalità. La matematica delle ombre, la produzione di un’opera d’arte che racconta una storia. La riflessione sul tema montagna. Come tenere pulito il territorio che viviamo, la condivisione di idee, il piacere della lentezza, l’inclusività di ogni essere presente nell’ambiente vissuto. Lo stare insieme, il divertimento senza dispositivi tecnologici, l’amicizia, il piacere di imparare in situazioni diverse da quelle in classe.
La giornata è trascorsa in serenità e in allegria e i prodotti finali sono stati favolosi. Ogni bastone con la sua originalissima storia.
Clicca sui resoconti di questa bellissima esperienza:
bastone di viaggio









0